Effetto clessidra

mcdonald

Leggo da Micromega un articolo di Marco Revelli, sociologo e storico, docente di scienza della politica all’Università del Piemonte Orientale, pubblicato originariamente sul Manifesto del 13 dicembre.

Oltre alla puntualità delle sue osservazioni (Revelli è quello che, non unico né ultimo, punta il dito su alcuni interessantissimi parallelismi tra Italia di adesso e Germania negli anni della Repubblica di Weimar, quello che scrive: “Hitler ha vinto perché dall’altra parte non c’era più nulla”), rimango colpito dalle precise pennellate con cui dipinge e caratterizza la fetta di società che si sta mettendo sotto i riflettori con le agitazioni di questi giorni. Insomma la faccenda dei forconi.

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Ex post

Dinosaur

Ti spiego un’infallibile ricetta per trasformare le parole in soldi.

La conosco: scrivi un bestseller, tipo Dan Brown, Grisham o Saviano.

No. Banale e impreciso. La gente non si sa mai quello che gli va di leggere. Troppo rischioso scrivere un mappazzone che poi stampi abbattendo alberi, consumando inchiostro, e poi nessuno se lo compra perché hai sbagliato i colori dello sfondo nella copertina. No, qui si parla di una ricetta davvero potente, che trasforma in soldi le parole quale che siano, non parole ben messe, ben scritte, ponderate. Ché anche un libro di Moccia comunque lo devi saper scrivere, sennò saremmo tutti Moccia.

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