L’avanzata dei nuovi pauperisti

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I simboli sono una cosa seria. Chi lo sa conosce anche le maniere di usarli. Chi lo sa, spesso se non sempre, si trova in posizioni di potere e/o di prestigio e ha capito una cosa di importanza fondamentale: il razionalismo è il più grande cavallo di Troia della nostra cultura. Quasi tutti quelli che stanno “su” infatti, anche i più insospettabili, hanno da sempre un rispetto profondo, letteralmente religioso, per i simboli e per il lato nascosto, magico, alchemico, iniziatico della realtà.

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La variabile invariante

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Lo scenario post elezioni è ancora caldo fumante, con la terribile prospettiva dell’ingovernabilità e l’impossibilità formale di uno scioglimento delle camere, almeno fino a maggio, per via del semestre bianco. Però qualche ipotesi e qualche valutazione si possono fare. L’importante è tener conto di tutte le variabili, non solo quelle in primo piano, e saper interpretare bene i numeri andando oltre l’aritmetica. Perché se è verissimo che il M5S è il primo partito e i numeri parlano chiaro, è anche vero che la politica non è fatta dai numeri ma, come ogni altra cosa, dalla loro corretta interpretazione.

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Astensionismo Reloaded

Launch

Siamo sul Titanic. L’iceberg si staglia minaccioso davanti a noi, resta poco tempo prima dell’impatto. Sul ponte principale ci sono tre uomini che stanno parlando in maniera concitata, attraendo un sempre maggior numero di passeggeri, ormai presi dal panico. Ognuno di loro propone un piano diverso per salvarci da quella che sembra una morte inevitabile. Il primo sostiene che bisogna spostarsi tutti a poppa, perché l’impatto arriverà da prua e più lontani si è dall’urto meglio è. Il secondo dice invece che bisogna spostarsi in alto, perché comunque la nave è destinata ad affondare, quindi chi sta in alto morirà per ultimo e chissà, alla fine farà in tempo a venir salvato dai soccorsi. Il terzo è invece convinto che bisogna montare sulle scialuppe di salvataggio perché la nave è condannata e nessuno arriverà in tempo a salvarli. Il problema è che le scialuppe sono pochissime, ce n’è una ogni venti persone. E sono già quasi tutte piene, perché i passeggeri delle prime classi, più vicini ai mezzi di salvataggio, si sono subito lanciati su di esse.

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