Fuori dal mondo

doyoufeelreal

Una settimana, tredici milioni di visualizzazioni. Si appresta a diventare uno dei video più supervirali di sempre. «I forgot my phone», ammettiamolo, se lo merita. Due minuti ben pensati, ben girati, ben recitati, soprattutto dalla protagonista Charlene deGuzman, aka Charstarlene.

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La Storia siamo ancora noi?

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Che il lavoro di Adam Curtis non sia ancora stato pubblicato in Italia è un crimine a tutti gli effetti. Non che sia chissà che, è solo un documentarista della BBC. Ma i suoi documentari fanno qualcosa che il giornalismo attuale, di cui lui è sia esponente che critico (si veda l’intervista che ha concesso a Vice) non è più in grado di fare, malgrado sia necessario come l’acqua: esporre le narrazioni sottostanti, tentare collegamenti sottotraccia per scovare i grandi frame che hanno portato la nostra storia al punto attuale. Provare a spiegare il perché, dopo una sbornia di come e dove e quando che satura i nostri browser e i nostri schermi senza però fornirci gli spunti per un’interpretazione critica.

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Il conflitto e la fuga

british

Nell’intervista rilasciata dal collettivo Wu Ming a Repubblica qualche giorno fa si rispolvera la connessione tra sinistra e conflitto. La consapevolezza del quale, dicono gli autori, è fondamentale nel caso ci si voglia ancora chiedere che cosa significhi stare a sinistra e a sinistra schierarsi. Una delle frasi più efficaci compare a metà dell’intervista:

“La sinistra senza la consapevolezza del conflitto diventa il manuale delle Giovani marmotte”.

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