Il signor Bersaglio

lama

Ancora una volta il signor Bersaglio ha colto nel segno. La sua strategia è semplice e perfetta. Parlare bene di Mussolini nel giorno della Memoria. 24 ore dopo buona parte della biomassa mediatica scocca le sue frecce di indignazione e sarcasmo.

Una tecnica che funziona sempre, quella del nemico facile. Facile da individuare, coi suoi colori variopinti, facile da attaccare, con le frasi infelici, gli atteggiamenti trash, le eccentricità, le intemperanze sessuali. Lui però è solo parte del meccanismo. Oltre il bersaglio serve chi lo punta, c’è bisogno del dito, non solo della luna. L’esercito dei puntatori è enorme. Va dal Grande Partito Azienda (il Pd e le sue emanazioni) agli intellettuali organici al sistema, come li chiamerebbe Gramsci, fino a tutti coloro che in una maniera o nell’altra fanno antiberlusconismo militante. In questa categoria rientra anche gente come Grillo o lo stesso Monti, ovviamente.

La chiamano la mossa Kansas City. Ti fanno guardare da una parte, ma il bello (brutto) arriva da un’altra.

È stato possibile, poco più di un anno fa, sovvertire l’impianto della cosiddetta democrazia imponendo un governo cosiddetto tecnico – ma che è il più politico di tutti – soltanto con un’azione combinata di terrore e di sollievo.

Terrore: lo spread, il default, i mercati che non si fidano più dell’Italia e che non ci prestano più i soldi.

Sollievo: per favore, va bene tutto e tutti, basta che ci liberiate dalla dittatura del Cavalier Banana, lo Gnomo di Arcore, il Portatore nano di democrazia, il Piccolo duce, con tutti i suoi nani e ballerine.

Il vero bersaglio è difficile. Da nominare, da individuare, da capire, da combattere. Per capirlo e localizzarlo serve perder tempo a leggere. Non basta Blob, le letterine di Travaglio, le comiche dei talk show.

Il giornalismo e il cinema ci ricordano una regola sempre valida per certe investigazioni: segui il denaro. In questo caso non da dove viene, ma dove va a finire. Il denaro nel senso anche generico di ricchezza.

La grande minaccia del nuovo millennio purtroppo non è il riscaldamento globale, il degrado ambientale, i maltrattamenti agli animaletti, i maya, gli alieni, gli zombi, i nazisti nascosti in Antartide. Qualcuno o qualcosa ci sta attaccando togliendoci quello che ci serve per vivere tutti i giorni ogni giorno. I soldi. Ci stanno fottendo con l’economia, o meglio con una versione frankenstein dell’economia. Quello è il vero bersaglio ma nessuno lo colpisce, se ne sta indisturbato ai vertici del potere. Seminascosto. Eppure basta guardare nella direzione opposta. Se loro dicono guarda lì, bisogna guardare qui e viceversa.

Loro, i puntatori, li chiamano esperti, tecnici. Quando per ovvie ragioni sono costretti ad accennare al vero nemico lo fanno con parole che tendono a disincarnarlo, quasi fossero entità metafisiche.

“I Mercati”.

“I Potenti della finanza”.

“Il Sistema bancario ombra”.

Ma sono tutt’altro che disincarnati o metafisici. In effetti, sono anche molto visibili.

Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico, è direttore esecutivo di Intesa Sanpaolo;

Elsa Fornero, ministro del Lavoro e professoressa di economia all’Università di Torino, occupa la vicepresidenza di Intesa Sanpaolo;

Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e rettore dell’Università di Torino, è amministratore di Unicredit Private Bank e di Telecom Italia -controllata da Intesa Sanpaolo, Generali e Mediobanca- dopo essere passato per Pirelli;

Piero Gnudi, ministro per il Turismo e per lo Sport, è amministratore di UniCredit Group;

Piero Giarda, ministro per i Rapporti con il Parlamento, professore di Scienza delle finanze all’Università Cattolica di Milano, è vicepresidente di Banca Popolare e amministratore di Pirelli.

Mario Monti è stato consulente di Coca Cola e di Goldman Sachs, e amministratore di Fiat e di Generali. È membro del gruppo Bilderberg e della Commissione Trilaterale.

Non sono tecnici. Sono banchieri. Sono messi lì proprio da quel sistema bancario ombra che opera creando credito artificialmente usando astrusi meccanismi di ingegneria finanziaria, al di fuori di qualsiasi tipo di regolamentazione e di controllo. Non è la Spectre: lo shadow banking system* esiste eccome. È composto dalle stesse grandi banche di investimento che operano sotto la presunta vigilanza statale, ma facendo (anche) operazioni a base di derivati fuori dal controllo dei regolamentati mercati borsistici. Sotto il pelo della superficie, questi gruppi finanziari creano bolle speculative che funzionano come enormi schemi Ponzi: molti ci cascano sperando in lauti profitti, pochi di fatto guadagnano quando alla fine la bolla scoppia (perché scoppia sempre, la storia ce lo insegna a partire dal crollo della borsa di Amsterdam nel 1637, anzi anche prima).

Quei pochi sono sempre i soliti.

E quando a restare col culo scoperto è un istituto di credito, con un trucchetto vecchio come il mondo si statalizzano le perdite, mentre i profitti restano privati. Quindi arrivano i soldi pubblici a salvare le banche stressate. Perché le banche devono sempre essere salvate.

Per questo sta lì Monti. È un esattore fiscale per conto terzi. Si assicura che paghiamo tutto. Si assicura che svenderemo tutto. Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla malafede di questo governo, si chieda semplicemente questo: perché mai un governo di “tecnici”, ossia di persone politicamente non coinvolte che devono soltanto aggiustare i conti per “salvarci”, dovrebbe avere il diritto di modificare la Costituzione, la fonte di diritto più alta che abbiamo (almeno originariamente)? Un intervento così sostanziale, così politico da esser quasi filosofico, non dovrebbe esser fatto da un governo legittimato dal consenso popolare? Altro che tecnici.

(per non parlare di quanto sia nociva la modifica apportata, l’obbligo del pareggio di bilancio.)

Però quando Benigni** va in televisione a ricordarci quale orgasmo sia leggere la Costituzione è contro il signor Bersaglio che si scaglia la sua vibrante satira. Mica parla di come questo governo si stia pulendo il culo con l’articolo numero 1, quello più importante, quello che dice che non solo il lavoro è un diritto, ma è il diritto fondamentale dell’intero edificio democratico nazionale. Mica parla del fatto che lo stiano implicitamente riscrivendo, più o meno così:

l’Italia è una repubblica fondata sul pagamento degli interessi sul debito ai potentati finanziari che operano oltre ogni controllo democratico creando ricchezza per sé e povertà per il pubblico.

Però, ancora, ci indignamo tutti se il signor Bersaglio ha la sfrontatezza di dire che Mussolini era uno in gamba, e giù anche noi a dire speriamo non torni ci faceva fare tutte quelle figuracce all’estero e poi francamente quella era proprio una dittatura.

I danni che il signor Bersaglio ha causato all’Italia si perdono come una goccia nell’oceano, in confronto a quello che sta accadendo, a noi in Italia ma non solo, ormai da svariate decine di anni.

(* Si può rintracciare in rete, almeno per quanto riguarda alcune parti, un importante studio sul “sistema bancario ombra”, lo shadow banking mondiale, pubblicato dal Financial Stability Board (Fsb), l’istituto internazionale di coordinamento dei governi, delle banche centrali e degli organi di controllo per la stabilità finanziaria a livello globale.

Citando da italianiliberi.it: “Leggendo attentamente questo testo, si scopre che qualcosa di aberrante è all’origine della crisi finanziaria planetaria. Lo studio, incentrato sulla cosiddetta eurozona e su altri 25 Paesi, evidenzia infatti che a fine 2011 ben 67mila miliardi di dollari erano gestiti da una “finanza parallela”, al di fuori, quindi, dei controlli e delle regole bancarie vigenti; una cifra che equivale al 111% del Pil mondiale ed è pari alla metà delle attività bancarie globali e a circa un quarto dell’intero sistema finanziario.
Leggendo questo studio si ha l’impressione d’essere al cospetto di un movimento sovversivo che specula impunemente ai danni degli Stati sovrani e soprattutto dei ceti meno abbienti. In altre parole, se da una parte ci sono i conti correnti con i risparmi dei cittadini e delle imprese, dall’altra abbiamo questo sistema bancario occulto, composto da tutte le transazioni finanziarie fatte fuori dalle regolari operazioni bancarie.
Si tratta di operazioni fatte da differenti intermediari finanziari, come certi operatori specializzati nel collocamento dei “derivati”, quei prodotti finanziari che, in larga misura, hanno inquinato i mercati. Tutte attività, queste, rigorosamente over the counter (otc), cioè stipulate fuori dai mercati borsistici e spesso tenute anche fuori dai bilanci. Alcuni autorevoli economisti ritengono che il “sistema ombra” sia spesso un’emanazione delle grandi banche internazionali che hanno interesse ad aggirare le regole e i controlli cui sono sottoposte.”

…Montepaschi anyone?)

(**Ecco un intellettuale organico al sistema. Lo si riconosce da come faccia il dispettoso coi finti bersagli, oltre che dal suo conto in banca e da quanto stia simpatico a tutti.)

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